IL COLORE DEL GRANO-cooperativa sociale onlus

Il Colore del Grano prende vita nel 2007 da un progetto del sistema “Ricerca e solidarietà” di CRF Sc Cooperativa Ricerca Finalizzata, realizzato grazie al contributo finanziario iniziale della Regione Lazio (FILAS).

 

Il Colore del Grano è una Cooperativa Sociale che nasce con lo scopo di dare alle persone diversamente abili una nuova opportunità, consentendo loro di dimostrare le proprie capacità in ambito relazionale e lavorativo. Per questo motivo, la cooperativa inizia ad occuparsi della commercializzazione di prodotti del settore agroalimentare, in particolare pasta artigianale e della valorizzazione di prodotti alimentari di alta qualità. Con questo obiettivo la cooperativa ha registrato un marchio per proteggere e valorizzare i prodotti agroalimentari, frutto di modelli sostenibili di produzione e di consumo. Prodotti che un consumatore attento sceglie volendo, con la sua spesa, generare una ricaduta positiva sull’ambiente e sulla collettività. 

Essendo una cooperativa sociale di tipo b, il Colore del Grano promuove e costruisce con le realtà aderenti al marchio progetti di inserimento lavorativo di soggetti diversamente abili e/o svantaggiati che vengono inseriti nelle attività di coltivazione, produzione e trasformazione a seconda delle loro reali capacità.

L’obiettivo è quello di aprire un dialogo tra aziende agricole, cooperative, scuole, enti pubblici, associazioni di volontariato e famiglie, per favorire le condizioni di accesso e di permanenza al lavoro di persone con disabilità.

GALLERIA

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PRODOTTI

LUOGO DI PRODUZIONE

Il Colore del Grano, Società Cooperativa Sociale Onlus

Via Cotardi, 12 - 03025 Monte San Giovanni Campano (FR), Italia

Arte e Pasta

Arte&Pasta della famiglia Ferraro è un’azienda che sorge nell’area vesuviana e che, da circa 20 anni, confidando nella preziosa collaborazione e nell’esperienza dei suoi maestri pastai, produce pasta trafilata al bronzo nel rispetto delle antiche e genuine tradizioni partenopee.

I pastai sono originari di Torre Annunziata: fanno la pasta da quando l'essiccazione avveniva manualmente, con mezzi rudimentali, sfruttando le condizioni atmosferiche favorevoli del nostro clima, con l'ausilio di bracieri per riscaldare le stanze dove questa si completava.

Oggi nel pastificio sono ancora loro, nonostante la presenza di strumenti tecnici, a fare il confronto tra la loro conoscenza e la tecnologia. La trafilatura è al bronzo e forse sono tra i pochi pastifici, che non si sono fatti trasportare dall'enfasi del mercato di massa ed hanno mantenuto l’attività artigianale. Questa tecnica di lavorazione permette di ottenere una perfetta tenuta della cottura e una porosità che esalta le capacità gastronomiche dello stesso alimento e del condimento che lo accompagna.

La pasta nasce da semole di grani selezionati di alta qualità: è un prodotto genuino dalle distintive caratteristiche organolettiche che ne fanno un messaggero di tradizione e storia.

Le fasi della produzione 

Ogni fase della produzione è seguita scrupolosamente da collaboratori altamente specializzati: dalla selezione del grano, esclusivamente italiano, alla fase di trasformazione in semola; dal delicato procedimento di trafilatura, alla lenta essiccazione in celle termocontrollate, fino al confezionamento dei formati di pasta svolto a mano in sacchetti trasparenti a garanzia di ulteriore integrità. Inoltre, già all’occhio si evince la caratteristica porosità e il tipico colore giallo paglierino.

La semola dal silos, un luogo coperto e coibentato adiacente al laboratorio, dove viene stoccata, attraverso un tubo di acciaio arriva alle macchine, miscelata con una percentuale di acqua si amalgama e passa attraverso una vite conica e viene spinta verso le trafile; il prodotto ottenuto arriva all’"incartamento” dove va in rinvenimento o riposo, posta su dei telai (se pasta corta) o delle canne (se pasta lunga), successivamente viene sistemata nelle celle. L’essiccazione avviene in celle statiche dove la temperatura, viene impostata a max 50°, in riferimento al formato resta dalle 24 alle 26 ore, una volta raggiunto il tempo di permanenza necessario, la cella viene spenta, e la pasta viene lasciata per altre 12 ore nelle medesime celle a riposare. 

La pasta una volta completato questo ciclo, viene tolta, se pasta lunga dalle canne se corta dai telai dove è stata posta all’atto della produzione. Durante la produzione viene predisposto e registrato un piano di controllo.